Il respiro sospeso dell’estate:

dipingendo insieme in Atelier

Esiste un momento, nel cuore dell’anno, in cui il tempo sembra trattenere il fiato. È il solstizio d’estate, il culmine di un viaggio invisibile che la Terra compie respirando insieme al cosmo. Se l’inverno è il tempo dell’espirazione profonda, in cui il nostro pianeta si raccoglie nel buio gelido del suo nucleo per custodire una scintilla interiore e spirituale — la promessa della rinascita che celebriamo a Natale —, l’estate è l’apice dell’inspirazione. La Terra si è offerta interamente al cielo, ha riversato la sua anima nella luce e nel calore, fino a raggiungere lo zenith.
​In questo punto di massima espansione, le due polarità dell’anno si guardano come in uno specchio speculare: là dove l’inverno è concentrazione, silenzio e ombra, l’estate è profusione, luce implacabile e pienezza sensibile. Ma proprio quando il Sole tocca il suo punto più alto, il solstizio — che nel suo nome antico significa “Sole fermo” — ci regala una misteriosa soglia di sospensione. La natura si arresta un istante prima di invertire la rotta e iniziare la sua lenta discesa verso l’autunno. È una pausa sacra, un battito di ciglia calcinato dal sole in cui il calore del mondo chiede di essere accolto e trasformato in calore dell’anima.
​Ed è proprio dentro questo respiro sospeso, in una giornata caldissima di giugno…

che ci siamo ritrovate a dipingere…

Giovedì 25 giugno, presso la Fondazione Antroposofica Milanese, si è tenuto l’ultimo incontro della stagione del nostro Atelier di acquerello: un appuntamento speciale intitolato “Il respiro della Terra allo zenith del solstizio”, che portava con sé la naturale intensità dei saluti e la pienezza di un ciclo che si compie.

IL TEMPO SACRO, O TEMPO DELLA FESTA
I due solstizi rappresentano soprattutto il momento in cui il tempo da ordinario diviene sacro, ed il suo scorrere abituale si interrompe per un brevissimo istante divenendo tempo straordinario e fuori dal comune. È l’eternità che irrompe e si riappropria del tempo, questo perché il Sole sembra arrestare il suo moto apparente collocando il momento del solstizio come qualcosa che è fuori dal tempo (poiché è il moto solare che consente lo scorrere e la misurazione del tempo).

Per darci il benvenuto e trovare un centro in mezzo a quella spossatezza estiva, ci siamo lasciate guidare dalle parole evocative che Rudolf Steiner ha dedicato al segno del Cancro nelle sue Dodici armonie zodiacali:

Dipingere con l’acquerello in una giornata così torrida è un esercizio di “presenza a se stessi”.

L’acqua sulla carta si muove e si asciuga con ritmi rapidi e mutevoli, costringendoci a cercare una calma interiore, proprio come fa la natura durante la pausa del solstizio.

Ogni colpo di pennello è diventato un modo per respirare dentro quella densità estiva, trasformando la calura esteriore in un “calore d’anima”.

La piccola fiamma, immagine che i sensi percepiscono, è stata presente per tutto l’anno ai nostri incontri. Come un richiamo esterno alla scintilla interiore

ed ecco alcuni momenti del processo pittorico…

…quel momento di picco massimo in cui tutto sembra fermarsi, un po’ come il punto di inversione tra l’inspirazione e l’espirazione.
​Nelle discipline che studiano il ritmo, quella pausa non è mai un vuoto, ma è il momento di massima intensità e possibilità.

Come la frazione di secondo tra un battito e l’altro, dove il movimento esteriore si azzera ma la vita dentro pulsa, segreta.

Questo ultimo laboratorio non è stato solo un punto d’arrivo, ma una soglia.

Il solstizio, dopotutto, è quel battito del cuore in cui tutto si ferma prima di invertire la rotta.

Mentre i pennelli accarezzavano la carta, nel silenzio dell’Atelier risuonavano questi versi, che oggi vibrano come un augurio per i mesi che ci attendono:

O tu, riposante scintillio di luce,
genera calore di vita,
riscalda la vita dell’anima
perchè con forza si affermi,
perchè di spirito si compenetri,
nella calma, emanando luce.
O tu, scintillio di luce, rafforzati!

Du ruhender Leuchteglanz,
Erzeuge Lebenswarme,
Erwärme Seelenleben
Zu kräftigem Sich-Bewahren,
Zu geistigem Sich-Durchdringen,
In ruhigem Lichterbringen.
Du Leuchteglanz, erstarke!

Ogni colpo di pennello è diventato un modo per respirare dentro quella densità estiva

Il sole implacabile e la luce allo zenith si mostrano in gialli vibranti e densi che espandono lo spazio.
​La notte umida e le pozze dove fermenta la vita: accennate attraverso i passaggi verso i blu profondi, i verdi e i tocchi di rosa e carminio che evocano l’interiorizzazione del calore.

Che il calore e la luce incontrati attorno al tavolo dell’Atelier possano custodirsi e rafforzarsi nella calma dell’estate, che i colori possano depositarsi nel silenzio dei prossimi mesi, sognando — proprio come il mondo vegetale sotto il sole di luglio — i germogli della prossima stagione.

(E per concludere in bellezza, un dettaglio speciale: il 24 giugno è stato il mio compleanno! Ho ricevuto un bellissimo brindisi a sorpresa ! Ecco alzati i bicchieri di acqua colorata dai pennelli per festeggiare con me. È stato un momento commovente e pieno di significato, un’ulteriore testimonianza dell’amore e della connessione che si respirano nel nostro Atelier).

GRAZIE e Buona estate !

(altri articoli arriveranno a raccontare di Atelier)

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