Non è stato solo un inizio, ma un vero e proprio atto di resistenza alla fretta dell’intelletto.

Ma come si ascolta, oggi, una fiaba antica?
Il primo passo è stato scegliere il silenzio delle “insidie”.
Ascoltare con “intenzione” è un esercizio di presenza a se stessi che riporta a quello stato di coscienza che, da bambini sperimentavamo in modo naturale.
Abbiamo imparato a osservare i “rumori di fondo”: quei giudizi moralistici e quelle letture intellettuali che, con un falso intento pedagogico, mutilano la forza armoniosa del racconto.
«Mentre la soglia del castello di Rosaspina si schiudeva»
È questo il titolo che potrebbe racchiudere gli esercizi pittorici nati durante l’incontro.
Sulle tavole, il colore non è stato “usato”, ma incontrato.
I partecipanti immersi nell’esperienza, hanno restituito dignità alla fiaba permettendole di agire in ognuno come un organismo vivente agisce relazionandosi nel vivente, traducendo in colori e sfumature un processo di risveglio interiore che racconta il passaggio dall’anima fanciulla alla conquista dell’anima cosciente.









Condurre questo corso mi ricorda, ogni volta, quanto sia potente incontrarsi nell’intento di immergersi nel silenzio interiore, nelle pennellate di colori che raccontano la luce dell’oro che cerca spazio tra le ombre, l’azzurro che avvolge e protegge, il rosa che accenna alla vita pronta a fiorire.
In quel “coro”, ogni partecipante ha potuto sentire che la fiaba non è un racconto esterno, ma un evento che accade dentro di noi, proprio mentre quella soglia invisibile, finalmente, si schiude.
“È l’anima che conosce, e per l’anima i sentimenti sono ciò che per il corpo sono le sostanze che ne formano il nutrimento.” — Rudolf Steiner
Lascia un commento