di Patrizia Giovanna Curcetti
Studio nei tempi di isolamento de -La filosofia della Libertà-
di Rudolf Steiner
condotto da Emilio Ferrario

Come Ulisse chiede di essere legato per non farsi trascinare dal richiamo, così cerco la forza per non essere inghiottita dallo sgomento, dalla tristezza, dall’impotenza.
Sirene che cantano dolore, paura, sofferenza, sacrificio. Sirene che rompono il silenzio inconsueto dei giorni e delle notti della città. Suoni acuti creano cori che raggiungono il cuore. Sento l’umano soffrire.
Cerco un luogo in cui fermarmi.
Sfumature di emozioni

“Rudolf Steiner ci dice che pensiero e percezione sono due fattori della conoscenza indeducibili e originari; ogni argomentazione che voglia dedurre uno di questi due fattori da qualcos’altro, è oziosa, in quanto ogni argomentazione deve essere condotta mediante il pensare”.
Emilio Ferrario
Nella solitudine appaiono stati d’animo, sfumature che si sovrappongono unendosi ai ricordi.
Arriva la voce di una bambina che prega.
La fiducia nel mondo degli angeli le dà conforto.
Dov’é quella preghiera ? Fede dell’infanzia.
Il ricordo del conforto rincuora.

Le voci delle sirene continuano a tessere il canto triste.
E’ chiara la sensazione che tutto quel che sta accadendo abbia un senso, è chiara anche la necessità di poggiare su fondamenta sicure.
Così prendo tra le mani un libro: La Filosofia della Libertà.
E’ consumato e pieno di commenti scritti a mano.
Anni di studio con cari maestri che sempre ringrazio, mi hanno fatto intravvedere interiormente la potenza del suo contenuto.
Silenzio

Il silenzio della giornata cambia di intensità, ora non è più la luce del giorno ad illuminarlo. La sera rende il silenzio più denso, più giusto. La solitudine fisica è una amata compagna, apro il libro.
Le campane della vicina chiesa rintoccano, un’altra vita ha lasciato la terra. Sento l’urgenza di continuare a leggere per me e per chi in queste ore vive l’esperienza della morte nella apparente solitudine.
Distanza fisica, potente vicinanza di pensiero. Quasi nell’istante dell’esperienza si percepiscono le due realtà.
Ora appaiono al mio ricordo quei versi di Goethe…
Sfoglio le pagine, ecco l’inizio del secondo capitolo -Impulso fondamentale alla scienza-
…fondamentale… la parola pensata si veste di suono.

L’ascolto della mia voce fa emergere il ricordo…
di un martedì sera di quasi due anni fa. Piovoso ottobre milanese. Tante persone riunite nella “stanza di pittura” della Fondazione Antroposofica Milanese in via Vasto.
…
“Un punto fondamentale, da cui partire nella ricostruzione di una scala di valori consona alla dignità e al “senso” della vita umana, può essere conquistato mediante la consapevolezza che non ci è data, in quanto esseri umani, una “realtà” già costituita in sé, che prescinda dalla nostra attività cosciente, una realtà da prendere, da subire, da “consumare”. Una realtà esterna, naturale come artificiale, non esiste in quanto già “costituita”. La realtà si “forma”, si costituisce nella nostra coscienza come punto di incontro, di compensazione, tra i due flussi fondamentali della nostra esperienza: l’esperienza sensibile dell’esterno del mondo, e l’esperienza concettuale, ideale, l’esperienza dell’interno del mondo, che si attua grazie alle forze coscienti della nostra interiorità. La realtà non è un “qualcosa” che si dà oggettualmente al di là di noi, bensì è il correlato del nostro conoscere“.
Emilio Ferrario
…
Flusso di esperienze
Emilio traduce Goethe; ascolto insieme ai compagni di studio.
Donne e uomini mossi interiormente da un motivo intimo.
Ognuno ha interrotto il proprio “da fare” e ha raggiunto la sede.
L’atmosfera di quella sera è di sorrisi, saluti, incontri.
C’é chi sposta le sedie, chi prende posto. E’ un parlare di voci intrecciate che a poco a poco si quieta…
“ Due anime dimorano, ahimè, entro il mio petto e l’una vuole dall’altra separarsi; si tiene una, con organi tenaci, bramosa d’amore al mondo avvinta; s’innalza l’altra con forza dalla polvere alle dimore degli eccelsi avi” (Goethe, Faust I, 1112-1117)
Si allontanano le immagini del ricordo.
Quante volte nella vita è apparso il sentimento umano descritto nei versi.
Mi immergo nella lettura. Entro in me stessa.
…

…
Squilla il telefono, è triste quel che ascolto; il dott. Buccheri ha varcato la soglia.
Subito la sua figura mi appare. Lui che tanto amava organizzare momenti d’incontro in nome della dignità dell’uomo, si è ritrovato solo, ma non da solo. Lo immagino effondere coraggio ai più spaventati e con loro andare al di là della vita terrena. E’silenzio, il libro è sul tavolo. Penso a Sasha e vorrei abbracciarla.
In questi tempi gli abbracci non possono esistere.
…

…
Il mattino seguente una email di Emilio propone di incontrarci con il gruppo di studio su Skype.
Attendevo questa possibilità. Essere un pò più vicini in questo momento sarà quasi come abbracciarci.
…
“In questo momento in cui tutti noi siamo sottoposti a un vertiginoso flusso di informazioni, di dati, di avvertenze e di opinioni: la prima “difesa” della integrità individuale avviene a livello della nostra coscienza. Questa considerazione non pretende naturalmente di sovrapporsi alle sacrosante indicazioni di carattere medico, ma è indubitabile che ogni contenuto “esteriore”, fattualità o opinione che sia, che penetra nella nostra vita interiore, che viene accolto senza un filtro, senza un vaglio della nostra attività cosciente e senza una adeguata compensazione con un contenuto interiore volitivamente attuato, può essere considerato una “aggressione” alla nostra individualità, un elemento estraneo, potenzialmente “tossico”. I dati che non possono essere elaborati è meglio che stiano in “quarantena” fino a quando non si è in grado di assimilarli con gli strumenti spirituali, coscienti, a nostra disposizione. Solo ciò che siamo in grado di elaborare mediante quel processo di compensazione tra “sensibilità” ed “intelletto” che si attua “nel palcoscenico della coscienza”, può entrare armonicamente nella vita dell’anima e trovare il suo giusto luogo nella costellazione della nostra esperienza cosciente”.
Emilio Ferrario
Spregiudicata osservazione animica
Mi immergo nella lettura di due allegati alla email…
Dal saggio di Herbert Witzenmann “Inizio del futuro” (Beginn der Zukunft), 1986
(da una conferenza tenuta a Stoccarda nel 1986)
(…) La condizione del mondo che ci viene trasmessa dalla nostra costituzione corporea non è quella di una realtà formata, ma di una realtà de-strutturata. Infatti le due parti costitutive della realtà, percezione e concetto, sono separate da uno strappo, e devono perciò venir ricongiunte mediante il nostro conoscere. Nello svolgere questo compito di riunione noi siamo dapprima di fronte alla metà percettiva, de-concettualizzata e de-spiritualizzata della realtà. E noi stessi soggiacciamo all’influsso de-spiritualizzante della nostra organizzazione.
Questa condizione di partenza de-figurata e de-spiritualizzata, a partire dalla quale il nostro conoscere deve sviluppare la sua opera di configurazione, ci pone nella straordinaria possibilità della libertà. (…)

Dal ciclo: Sul senso della vita – Über den Sinn des Lebens – GA 155; in italiano pubblicato col titolo “Cristo e l’anima umana”, Ed. Antroposofica, OO 155 di Rudolf Steiner
“Vediamo ora, dunque, come dobbiamo pensare il senso della nostra vita. E il senso è questo: noi veniamo resi attori nel processo del mondo. Ciò che è nel mondo viene separato in due ambiti contrapposti, e noi siamo posti lì proprio per ricondurli ad unione. E qui non dobbiamo pensare che questo lavoro abbia dei confini angusti. (…) Quando la coscienza ordinaria giunge alla fine del suo compito, la coscienza medesima si evolve, ed ecco presentarsi allora una nuova polarità, una nuova contrapposizione, che rappresenta anche il nuovo compito di riunirla, di compensarla. E quanto a lungo dovremo compiere questa riunificazione? Tanto a lungo finché l’uomo avrà effettivamente ripetuto nella propria coscienza l’intera coscienza divina.” (…)
…
Eccoci,
lo schermo mostra sorrisi, avverto una atmosfera intima, ci conosciamo da tempo e ci unisce la ricerca.
Cenni di saluto, lo sguardo è negli occhi.
Il mondo fuori parla troppo. Lo stato interiore cerca quiete.
Le insidie del mezzo sono vinte da intensa concentrazione, intenzione, presenza.
Il “non luogo” e l’atmosfera del tempo vissuto, sono l’ambiente in cui si manifesta il nostro studiare insieme. Emilio traduce e commenta e tutto viene registrato. Il ritmo delle parole lascia spazio all’esperienza interiore.

” I campi della vita sono molti.
Per ognuno di essi si sviluppano scienze speciali. La vita stessa è però un’unità e più le scienze tendono ad approfondire i singoli settori, più esse si allontanano da una visione vivente e complessiva del mondo. Deve esistere un sapere che cerchi nelle singole scienze gli elementi per ricondurre l’uomo alla vita piena. Lo scienziato specialista vuole acquisire attraverso il suo sapere una coscienza del mondo e dei suoi effetti; in questo libro lo scopo è filosofico: la scienza deve essa stessa diventare organica e vivente. Le singole scienze sono gradini preparatori della scienza con cui qui si tende. Una relazione simile esiste anche nelle arti. Il compositore lavora sulla base dell’armonia e del contrappunto che sono una somma di conoscenze il cui possesso è presupposto necessario del comporre. Nel comporre, le leggi dell’armonia e del contrappunto sono al servizio della vita, della vera realtà. Proprio nello stesso senso la filosofia è un’arte. Tutti i veri filosofi furono artisti dei concetti. Per loro le idee divennero materiale artistico e il metodo scientifico tecnica artistica.il pensare astratto acquista così vita concreta e individuale.
Le idee diventano forze di vita”.
Tratto dalla seconda appendice della
Filosofia della Libertà

Lo studio procede. Si sono aggiunte persone che vivono lontane dalla sede.
Nuovi incontri e amici ritrovati.
Lo studio è nutrimento.
Paolo Roj ha lanciato l’idea di trascrivere le lezioni. Si è formato un bel gruppo,
ognuno si prende a cuore un incontro e lo trascrive. Ci incontreremo di persona in Fondazione un sabato al mese. Il primo incontro sarà verso la fine di giugno…ci abbracceremo.
Il tempo dell’isolamento ha offerto il suo dono.
Il ritmo settimanale : Report di Emilio per sentirci collegati e attivi
…
“Riepilogando, abbiamo proseguito con lo studio dell’impegnativo cap. VII, approfondendo l’atteggiamento gnoseologico generale del pensatore dualista-kantiano (posizione corrente generalmente accreditata).
Poi abbiamo iniziato la rassegna delle posizioni più particolari all’interno dell’atteggiamento dualista, iniziando dal realismo ingenuo. Ho esortato ciascuno di noi (sottoscritto compreso) a verificare quanto la propria vita interiore sia in effetti intessuta di rappresentazioni, più o meno automatiche e sotterrane e, tipiche del realista ingenuo. Proviamo a rileggere quei passi, e potremo verificare quanto di noi c’è in quel quadretto un po’ buffo in cui R. Steiner dipinge il realista ingenuo.
Siamo arrivati al punto in cui si introduce l’atteggiamento del realismo metafisico, che può essere visto come una variante, una rettifica scientifica del realismo ingenuo. E’ in fondo ancora, come vedremo, lo sfondo filosofico dell’attuale prassi scientifica”.
Emilio Ferrario

“Una teoria della conoscenza può partire in un modo non dogmatico e spregiudicato, solo rivolgendosi in prima istanza all’esperienza”.
L’esperienza ci dà, come primo dato, la percezione.
All’interno di tutte le percezioni che abbiamo; sensibili, psichiche, esterne, interne, riconosciamo una particolare esperienza che è quella del pensare.
Ci rendiamo conto che nel pensare emergono contenuti, concetti e relazioni che sono in grado di dare ordine a tutto il resto delle esperienze.
Di conseguenza possiamo dire che il pensare è il primo atto che pone la contrapposizione soggetto – oggetto, io – mondo, perché prima dell’intervento dei contenuti di pensiero, ossia concetti e relazioni, non è possibile fare questa distinzione”.
Emilio Ferrario
Eccomi nel luogo in cui sostare.
Eccomi nel luogo in cui Io sono
Racconto per parole e immagini, scritto e pubblicato per il primo numero di
-LETTERE dalla Fondazione- a cura della Fondazione Antroposofica Milanese
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